Terra di Rosa racconta la vita della Cantatrice del Sud, Rosa Balistreri, figura decisiva del folk siciliano e tra le protagoniste della riscoperta della canzone popolare negli anni Settanta.

Rosa è una bambina che diventa una donna forte e coraggiosa, incapace di adeguarsi al ruolo di figlia e moglie stabilito per lei dalla famiglia e dalla società. Impara a leggere e scrivere a ventidue anni per non essere più schiava. Cresciuta nei campi, tra mafia e fascismo, canta di liberazione e rivoluzione, facendo risuonare la propria voce in tutta la Sicilia come un urlo. Girerà il mondo mantenendo i piedi saldamente piantati nella sua terra d’origine, senza perdere il contatto con una vita difficile, aspra e appassionata.

Lo spettacolo

Genere: prosa, monologo
Durata: 60 minuti
Tematiche: violenza di genere, mafia e legalità, fascismo e Resistenza, libertà e rivoluzione, migrazione, arte come riscatto sociale.

Come nasce il progetto

Ho conosciuto le canzoni di Rosa Balistreri da bambina. Mia nonna mi cantava le ninne nanne in dialetto per farmi addormentare. Al mercato, tra un urlo e l’altro, i commercianti intonavano canti affascinanti, a volte incomprensibili. Mia madre mi spiegava che appartenevano alla nostra tradizione popolare e che molti di quei canti non avevano un solo autore: erano di tutti.

Ho incontrato la voce di Rosa Balistreri da adulta, quasi per caso. Una voce profonda, dura e aspra, ma anche dolce e commovente. Poco dopo avrei lasciato la Sicilia e la mia città, Catania, per trasferirmi a Milano. Ho iniziato allora a scavare nella vita di Rosa. Forse cercavo semplicemente la terra; ho trovato il canto, inteso come urlo, e soprattutto un attaccamento fortissimo alla vita.

Ho scoperto una storia universale, che non appartiene soltanto a Rosa ma alle donne e agli esseri umani di ieri e di oggi. Ho cominciato a raccontarla in forme e spazi diversi: recital, spettacoli di narrazione e cunto, nelle scuole, nelle biblioteche, nelle case, nei circoli, nelle associazioni e nei centri sociali. Lo spettacolo si è trasformato a ogni incontro, conservando sempre un tempo dedicato alla condivisione con il pubblico.

Crediti

Di e con: Tiziana Francesca Vaccaro
Musiche originali: Andrea Balsamo
Aiuto regia: Giovanni Tuzza
Produzione: Sciara Progetti A.P.S. – E.T.S.

Riconoscimenti

  • Premio del pubblico e della giuria, Calandra 2019 – Lecce
  • Premio del pubblico, Ermo Colle 2018 – Parma
  • Vincitore della rassegna Stazioni d’Emergenza 2017, IX edizione – Napoli
  • Vincitore del concorso TeatrOfficina 2016 per compagnie e artisti emergenti – Settimo Milanese
  • Menzione speciale all’interpretazione, TAGAD’OFF 2016 – Festival della nuova drammaturgia lombarda
  • Finalista al Premio Teatro – Voce della società giovanile 2016 – Bologna
  • Semifinalista al Premio Cassino OFF 2016 – Festival del Teatro civile

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La nostra storia

Sciara Progetti nasce nel 2009 dall’incontro tra il teatro di Ture Magro e la psicologia di Emilia Mangano. Fin dall’inizio sceglie di portare l’arte fuori dai luoghi convenzionali, trasformandola in uno strumento di incontro, educazione e cambiamento sociale. Il primo importante viaggio conduce la compagnia in Sud America, nelle periferie di Santiago del Cile colpite dal terremoto, con un progetto patrocinato da Amnesty International e dal Ministero dell’Istruzione cileno.

Dopo esperienze artistiche internazionali, nel 2012 Sciara stabilisce la propria sede in Emilia-Romagna. Qui consolida la produzione teatrale e, grazie alla residenza artistica presso il Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda, costruisce un rapporto sempre più stretto con il territorio. Spettacoli come Padroni delle nostre vite, Malanova, Bestia e Uno Strappo affrontano temi civili e sociali attraverso il racconto teatrale, coinvolgendo nuovi professionisti provenienti dal cinema, dall’arte, dalla psicologia e dall’educazione.

Nel 2016 la Regione Emilia-Romagna riconosce Sciara Progetti come organismo di produzione di spettacolo di alto valore artistico. Nello stesso periodo inizia un percorso di progettazione europea che porta alla realizzazione di scambi giovanili, corsi di formazione e collaborazioni internazionali sostenuti da Erasmus+ e Creative Europe. Il teatro diventa così parte di un metodo più ampio, capace di integrare ricerca, formazione, cittadinanza attiva e progettazione educativa.

Negli anni la rete di Sciara si estende a università, enti pubblici, cooperative sociali e organizzazioni culturali italiane ed europee. Nascono progetti come Utopia Possibile, con un autobus a due piani trasformato in teatro viaggiante, Gender Matters, dedicato all’educazione sentimentale e all’internazionalizzazione delle produzioni artistiche, e Creative Emotional Journey, una piattaforma di strumenti che mette in relazione artisti e mondo della scuola.

Oggi Sciara Progetti è una realtà multidisciplinare che unisce arte, educazione e progettazione. Produce spettacoli, accompagna scuole e territori, costruisce reti, intercetta opportunità di finanziamento e trasforma idee culturali ed educative in esperienze concrete, sostenibili e capaci di generare impatto.